chiostro

La struttura attuale venne realizzata nel XIV secolo su preesistenze romaniche, subendo in seguito consistenti interventi di rifacimento.

Tra gli elementi riferibili al periodo gotico, si segnalano tracce di monofore sul fianco sinistro della chiesa e, all’interno, significativi resti di affreschi, pervenuti fino a noi nonostante i lavori di rinnovamento eseguiti nel Seicento su progetto di Ferdinando Bibbiena, che ne determinarono l’attuale impianto ad aula unica. L’esecuzione del portale della facciata principale, in pietra bianca d’Istria, che presenta affinità con quello di San Domenico, risale al 1484 ed e attribuibile a Giovanni di Fiandra, su disegno di Giuliano da Maiano. La struttura dell’ex convento adiacente, vanta un portale ad arco di tipologia senese, caratterizzato dalla giustapposizione di un arco a sesto acuto e uno a sesto ribassato, mentre il chiostro di eta tardo gotica, presenta volte a crociera impostate su pilastri ottagonali in cotto. La torre campanaria, anch’essa con muratura in laterizi, risale al XIII secolo.

Presso il convento di sant’Agostino, fu costruita una chiesa dedicata al santo vescovo d’Ippona. La chiesa originaria, dedicata a san Lorenzo, risale al XIII secolo e fu costruita assieme al convento degli Eremitani di Sant’Agostino nel 1270. Venne rifatta un secolo dopo assieme alla cattedrale e pur conservando all’esterno la sua primitiva struttura, essa ha subito una discreta trasformazione con la chiusura delle lunghe finestre; rimane, però, in alto sul fianco sinistro, un magnifico fregio in cotto, che, assai probabilmente, non venne terminato. Il portale in pietra del 1485 (che si ammira nella facciata, su la quale si vedono delle terrecotte dell’epoca) è, al pari di quello di S. Domenico, opera del fiammingo, Giacomo Giovanni, su disegno di Giuliano di Majano. L’interno fu rifatto alla fine del XVII secolo su disegno del Ferdinando Galli da Bibbiena, con pale realizzate da Pomarancio, Pier Simone Fanelli, Felice Damiani e residui di affreschi di Giacomo da Recanati. Gli altari laterali sono quasi tutti di marmi di pregio, mentre l’altare maggiore fu nella prima metà del 1800, costruito in legno, con intagli e dorature, dagli operai recanatesi Giuseppe Brandoni, intagliatore, figlio dell’architetto Tommaso, e dai doratori Luigi Trucchi e Cesare Simboli. Il disegno dei portali di questa chiesa come quella di San Domenico, sempre a Recanati, fu opera di Giuliano da Majano (1432 – 1490). Figura tra le più significative dell’architettura umanistica, Giuliano da Majano con il fratello Benedetto (1442-1497) si era dedicato inizialmente all’intaglio del legno realizzando il coro del duomo di Pisa e gli armadi per la cattedrale di Santa Maria del Fiore a Firenze.